tra piccole iene, solo se conviene.



Di un matematico e del suo incontro con la Favella
sabato, 01 novembre 2008; 21:24

 

temperatura esterna: 19 gradi

abbigliamento consigliato: camicia e golfino di filo posato sulle spalle

programmi per la serata: ricerche su internet


Ogni cosa per Eugenio Benincasa era riconducibile ad una lista e ad un insieme di punti. Non si chiedeva se era sempre stato cosi' e a dire il vero non ricordava un periodo della sua vita in cui le parole erano state protagoniste, parole nel senso di periodi articolati ovviamente.

La sua professione di ricercatore matematico aveva permeato cosi' tanto la sua vita da renderlo immune ad ogni sfumatura letteraria dell'esistenza. l'unico suono che associava alla melodia era quello dei tasti della calcolatrice o del computer quando ci si sedeva per ore alla ricerca della formula perfetta.

Usci' di casa come ogni giorno alle 8 e 47 del mattino e come ogni mattina riuscì senza la minima fatica a rispettare la sua tabella di marcia. 13 minuti per percorrere il tragitto dal suo appartamento alla fermata della metro, breve sosta all'edicola per comprare il numero della rivista di sudoku e poi la discesa degli scalini a due a due per ottimizzare i tempi e farsi perdonare quel suo vizietto con i numeri nelle caselle.


Rifuggiva il contatto con le persone e gli riusciva con una discrezione tale da sembrare quasi elegante. Attese l'apertura delle porte della metro e come al solito si divincolo' tra zaini e cappotti di pelo fino a raggiungere la porta che separa un vagone dall'altro alla quale s'appoggiava con la schiena rimanendo perfettamente immobile.statuario

Inforco' i piccoli occhiali dalle lenti rettangolari e si immerse tra le pagine della rivista appena comprata. Non immaginava cosa gli sarebbe capitato di lì a poco e molto probabilmente se avesse saputo sarebbe scappato. un cavaliere per niente impavido si direbbe.


Anche quella mattina riempì tutte le caselle prima dell'arrivo della sua fermata e anche quella mattina ripose il quadernetto nella valigetta di pelle scura. arrivato di fronte al suo ufficio' si permise il lusso di un respiro piu' lungo del solito. si scrollo' di dosso in un solo attimo il pensiero di quella "debolezza" e varco' la soglia del suo posto di lavoro. un laboratorio di ricerca fondato molti anni prima della sua nascita.


Il suo regno si trovava al quarto piano del grande edificio ma ovviamente lui preferiva le scale perche' poco affollate soprattutto da donne armate di tacchi sottilissimi e gonne aderenti. una categoria ben poco apprezzata da lui quella delle segretarie. Raggiunse in pochi istanti la sua scrivania di un sobrio legno color mogano e senza troppi preliminari accese il computer per controllare la posta prima di mettersi al lavoro.


messaggio ricevuto da: professor Bargellai, direttore e fondatore dell'istituto superiore delle discipline matematiche e della ricerca.


Aprì la busta con un tocco leggero di mouse e si accinse a leggerne il contenuto. mascherava con autentico talento l'emozione che gli grattava la gola ma non riusci' a frenare una goccia di sudore che gli inumidi' la fronte.


" Egregio e stimato dottor Benincasa,



Le invio queste righe dopo una lunga analisi con oggetto la sua partecipazione al nostro ambizioso progetto, e sono felice di informarla che la mia scelta è stata positiva. Colgo quindil'occasione

di invitarla presso il mio studio domani alle 15:30 per discutere davanti ad un caffè i dettagli della nostra collaborazione.

Conosco molto bene il suo curriculum e non mento se le dico che è stato visionato da me personalmente in ogni suo anfratto. il suo valore ed il suo talento nella professione mi rendono

sicuro del valido apporto che dara' alla nostra causa, ma vorrei che lei portasse con sè una lettera di presentazione capace di destare in me curiosita' sulla sua persona.un ricercatore non

deve solo conoscere a menadito i principi della matematica, ma deve avere in se una passione infinita per il pensiero. E' in errore colui che pensa ai numeri come ad "esseri privi di anima" e

considero requisito essenziale quindi una lettera scritta di suo pugno che possa essere per me la conferma piu' importante.


Mi congedo da lei per ora e in attesa del nostro incontro le auguro un lieto prosieguo di giornata.



Cordiali saluti


I.B



Inaudito, un matematico costretto a scrivere una lettera! se lo esclamo' silenziosamente nella testa ma ma non aggiunse altre reazioni alla mail appena ricevuta. decise di posticipare l'arduo compito alla sera, il lavoro ora aveva la priorita'. Non gli fu facile oscurare il pensiero di cio' che gli aspettava al suo rientro a casa e per la prima volta in vita sua le scartoffie da controllare non avevano quel fascino che lo aveva sempre irretito. termino' i suoi compiti con estrema fatica e quando le cifre delll'orogologio digitale rintoccarono le 18:00 si senti' quasi liberato ma decisamente impreparato a scrivere una lettera.

Ripercorse il tragitto fino a casa con il cervello totalmente spento e la sua unica attivita' fu quella di saltellare da una tabellina all'altra inventando poi moltiplicazioni e divisioni chilometriche.

Passo' dalla lavanderia per ritirare le giacche portate a stirare e fece una breve tappa dal fruttivendolo per comprare un broccolo bianco e quattro carote poi finalmente arrivo' a casa chiudendo alle sue spalle una giornata atipica e sempre meno pronto a svolgere quel compito insolito e terribilmente complicato.


Alle 22.00 non aveva altro da fare e non potè piu' posticipare l'incontro con il foglio bianco che lo aspettava sullo scrittoio in camera da letto. Si rigiro' la penna gel tra le dita per un minuto o forse due poi, come colto da una febbre improvvisa, iniziò a scrivere numeri e da subito si accorse che ad ogni numero corrispondeva una lettera e che trasformandoli si leggeva una parola di senso compiuto. Capì che quello era l'unico modo per scrivere e non freno' l'impulso che ora faceva muovere la sua mano sulla carta. virgole su virgole. combinazioni di numeri e punteggiatura, con sicurezza riempi' fittamente due fogli e quando arrivo' al punto finale si ascio' andare con la schiena sulla sedia. esausto dopo la lunga corsa. Si concesse un bicchierino di gin poi si dedico' alla "traduzione" del suo manoscritto.


Man mano che tracciava le lettere si rese conto di aver raccontato la sua vita a quell'eccellentissimo nessuno che gli aveva affidato il bislacco compito. Scopri' di ricordare ancora il momento in cui decise che le parole non dovevano far parte della sua vita e ricordo' perche' l'amore era considerato solo una trovata del mercato per succhiare soldi ai cittadini.onesti che pagavano le tasse. Non riusci' a spiegarsi il perche' di quelle parole ma forse non se lo chiese neanche con troppa convinzione. firmo' il suo scritto e lo ripose accuratamente in una busta bianca.


Preparo' un completo grigio scuro per l'indomani e con sua enorme sorpresa scelse una cravatta color arancio. Improvviso' un sorrisetto sulla bocca sottile e ciabatto' fino al letto.

Dormire quella sera sembrava un sogno irrealizzabile e l'attesa del mattino fu estenuante e noiosa. Girovago' per la casa alla ricerca di qualcosa da rimettere a posto ma il desiderio risultava essere incompatibile con lo stile di vita prettamente metodico, e quando lo comprese si sentì un pò sciocco. Aprì la finestra e fece capolino sulla citta' addormentata e placida, respirò profondamente l'aria notturna cosi' suadente nei suoi odori tenui. L'orologio alla parete segnò le 4.00; provare a dormire non avrebbe avuto molto senso ora quindi si decise per un bagno.


L'arrivo del mattino sancì l'inizio di quella che sarebbe stata una giornata decisiva per la sua vita. Poter far parte di quel progetto avrebbe portato i riconoscimenti che da tempo aspettava, oltre ad una maggiore sicurezza economica ovviamente. Il pensiero del significato della lettera però lo turbava. quanto la storia raccontata in quelle righe avrebbe determinato la sua assunzione?era veramente così importante conoscere chi era stato prima di sposare la razionalità? Trascorse tutta la mattina a ripetersi alternatamente le due domande e non smise neanche durante il tragitto verso la sede dell'appuntamento.


La costruzione sobria dell'edificio attiro' la sua attenzione e subito pensò che gli sarebbe davvero piaciuto lavorare in quel posto. penso' che si intonava perfettamente a lui. L'elegante receptionist lo accolse con un sorriso piacevole e lo invitò a raggiungere il secondo piano e di dirigersi poi verso la seconda stanza a destra. Eugenio Benincasa sorrise di rimando alla signorina così professionale e si avvio' verso le scale.


Arrivato davanti alla porta si fermò prima di entrare. medito' per qualche istante anche di inventare una scusa per non consegnare la lettera e magari tentare con un approccio a voce, ma l'idea non gli parve accettabile e non pote' far altro che bussare e gettarsi a piè pari nella sua sorte.

Una segretaria lo fece accomodare in un salottino d'aspetto e lo prego' di attendere qualche minuto; nell'attesa poteva prendere del caffè o dell'acqua e nell'invito indico' con la mano un tavolino sulla destra con sopra un thermos ed una bottiglia d'acqua. Ringrazio' con un timido sorriso ma non prese nulla. e dire che aveva la bocca arsa dall'ansia e un po' d'acqua gli avrebbe fatto bene.


"Dottor Benincasa, puo' accomodarsi"


Era arrivato decisamente il momento e scappare non gli sarebbe riuscito vista la poca fermezza delle sue gambe in quel momento. mosse i pochi passi che lo separavano dalla stanza in cui si trovava il dottor Bargellai, e quando finalmente si trovo' di fronte alla sua scrivania accadde qualcosa di davvero strano. In un solo istante il pensiero della lettera perse completamente d'importanza, la questione da affrontare ora era un'altra.


Il dottor Bargellai era una donna. una donna bellissima.


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